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COUNSELING

Il counseling, come intervento di orientamento esistenziale che si avvale di precise abilità comunicative, è nato e si è sviluppato in America a partire dagli anni ’40 del secolo scorso (agli inizi del Novecento veniva già utilizzato nel campo dell’orientamento scolastico e professionale).

Nasce con Rogers e con l’idea di Rogers di fondare una disciplina non medica, da una concezione dell’umano di matrice fenomenologica, rivolto alla persona (rogersianamente intesa) con scopo preventivo o di sostegno o di attivazione di risorse. È una relazione qualificata, collaborativa, simmetrica, che mira a potenziare il benessere attraverso abilità e competenze. Un’attività di ascolto e di accompagnamento finalizzata a stimolare le risorse personali, potenziare le capacità decisionali per affrontare problemi attraverso soluzioni utili praticabili per una maggiore soddisfazione esistenziale.

I suoi obiettivi sono: la promozione di uno stile di vita adattivo, l’empowerment personale e relazionale, la prevenzione del disagio (Giusti, Spalletta, 2012).

È una relazione di aiuto professionale, basata su competenze tecniche comunicative avanzate, finalizzata a facilitare l’autoconsapevolezza, orientare, motivare, sostenere e sviluppare le potenzialità e il benessere della persona, all’interno di un contesto interpersonale di accoglienza empatica altamente motivante.

Le competenze nella gestione della relazione interpersonale e l’utilizzo di tecniche di problem solving lo rendono un’azione efficace e concreta nel breve periodo.

Il processo di counselling consente ai clienti di sviluppare consapevolezza, opzioni e competenze per la gestione dei problemi e lo sviluppo personale, professionale e organizzativo, attraverso la valorizzazione dei loro punti di forza e delle risorse.

Il suo obiettivo è quello di favorire l’autonomia in relazione all’ambiente sociale, professionale e culturale.

Il termine counseling (o anche counselling secondo l’inglese britannico) indica un’attività professionale che tende ad orientare, motivare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta ed il benessere dell’individuo. Nel testo La terapia centrata sul cliente con il termine counseling Carl R. Rogers indica una relazione nella quale il cliente è assistito nelle proprie difficoltà senza rinunciare alla libertà di scelta e alla propria responsabilità.

L’attività di counseling è svolta da un counselor, un professionista in grado di aiutare un interlocutore in problematiche personali e private, le cui competenze fungono da sussidio delle capacità che il cliente già possiede in modo da agevolare il raggiungimento degli obiettivi che desidera, nei modi e nei tempi che gli sono consoni.

Si occupa di problemi non specifici (quali prendere decisioni, miglioramento delle relazioni interpersonali) e contestualmente circoscritti (famiglia, scuola, lavoro) il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione.

Nel Dizionario di Psicologia, Galimberti afferma che l’attività di Counseling è finalizzata a «consentire ad un individuo una visione realistica di sé e dell’ambiente sociale in cui si trova ad operare, in modo da poter meglio affrontare le scelte relative alla professione, al matrimonio, alla gestione dei rapporti interpersonali, con la riduzione al minimo della conflittualità dovuta a fattori soggettivi»,ed è «un’attività di competenza relazionale che utilizza mezzi comunicazionali per agevolare l’autoconoscenza di se stessi attraverso la consapevolezza e lo sviluppo ottimale delle risorse personali, per migliorare il proprio stile di vita in maniera più soddisfacente e creativo».

Il Counseling non si occupa dell’ambito psicopatologico, del disagio/sofferenza psichica del paziente e di disordini patologici dovuti a Disturbo strutturale di personalità e riparazione di strutture di gravi disturbi (patologia) che sono ambiti di esclusiva competenza della psicoterapia e, laddove necessario, della psichiatria.

Il Counselor è quel professionista che, mediante competenze relazionali e comunicative ben precise, accompagna i suoi clienti, nel rispetto dei loro valori guida, in un percorso di consapevolezza finalizzato alla presa di decisione responsabile su uno o più temi contingenti che influenzano la qualità della loro vita.

Possiede la capacità di accogliere il cliente, di metterlo a suo agio permettendogli di esprimere pensieri ed emozioni collegati a una determinata area problema, offrendo un ascolto partecipe ed esperto e agevolando, all’interno di uno spazio relazionale preposto, il potenziamento e lo sviluppo delle risorse in vista di un maggiore benessere.

Sa come fornire ai propri interlocutori spunti di riflessione che facilitino la definizione autonoma di piani per il cambiamento nel breve e medio periodo.

La relazione di aiuto è regolata da uno specifico ed esplicito accordo contrattuale (verbale o scritto) stipulato tra counselor e cliente. L’intervento di counseling si pone come un processo dialogico di formazione umana e di educazione alla salute.

La figura del counselor, ampiamente diffusa negli Stati Uniti, nel Canada, in Gran Bretagna e in diversi stati europei, dove è inserita con successo in molti contesti della vita sociale (scuole e università, ospedali e centri di assistenza sanitaria, aziende, associazioni e centri di aggregazione), ha una sua precisa identità e si differenzia dalle professioni di cura orientate alla patogenesi – in particolar modo dallo psicologo e dallo psicoterapeuta – posizionandosi sul versante della salutogenesi e dell’empowerment individuale e di gruppo.

In Italia la professione del counselor fa riferimento alla Legge n.4 del 14/01/2013 “Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi”.

PSICOLOGIA

L’obiettivo della psicoterapia è quello di riuscire ad alleviare la sofferenza e/o la sintomatologia, per consentire alle persone in cura di sperimentare uno stato di benessere fondato su una maggiore consapevolezza di sé. Le psicoterapie intendono la guarigione come processo di evoluzione psicologica dell’individuo, che favorisce, oltre alla semplice scomparsa dei sintomi, lo sviluppo e la crescita maturativa verso un adattamento creativo alla realtà (Giusti in Barbuto e D’Acunti, 2010).

Oggetto d’intervento della psicoterapia, quindi è la sofferenza psicologica e in particolar modo la psicopatologia. L’intervento pertanto agisce mediante mezzi psicologici attraverso un rapporto clinico tra uno specialista e un paziente.

L’intervento psicoterapeutico è focalizzato su: la messa in discussione delle dinamiche psicopatologiche; attenuarne o ridurne i sintomi; modificare il comportamento disturbante e promuovere uno sviluppo positivo della personalità.

Le psicoterapie utilizzano differenti tecniche verbali, non verbali ed esperienziali, ognuna delle quali è basata su di un proprio modello teorico di riferimento. Nonostante le differenze teoriche e filosofiche di base, tutte le psicoterapie condividono elementi che le rendono simili in quanto a efficacia. In ogni processo psicoterapeutico infatti sono presenti elementi aspecifici e trasversali a quasi tutti gli interventi e una serie di elementi specifici che caratterizzano esclusivamente un tipo di approccio terapeutico.

Come si fa a diventare Psicoterapeuta?

La formazione per diventare psicoterapeuta prevede l’iscrizione a Scuole di specializzazione in psicoterapia della durata di 4/5 anni, alle quali possono accedere psicologi o medici laureati e iscritti ai propri Ordini professionali

La psicoterapia individuale consiste in un processo interpersonale tra due persone, cliente e terapeuta, pianificato e finalizzato al trattamento dei disagi emotivi e dei disturbi della personalità e volto a influenzare il comportamento e le situazioni di sofferenza con mezzi e tecniche psicologiche.

I colloqui, di solito, avvengono con cadenza settimanale. La presa in carico è preceduta da alcuni incontri che hanno lo scopo di chiarire la domanda, definire le problematiche e stabilire un contratto che permetta al cliente e al terapeuta di condividere regole e modalità del lavoro che svolgeranno insieme. Cliente e terapeuta, infatti, lavorano insieme attivamente nel programma di trattamento. (Giusti & Crimini, 1998, p.8).

Nel contratto è possibile stabilire gli obiettivi di cambiamento ritenuti possibili in un determinato periodo e fissare il numero di sedute previste. Queste possono essere ‘rinnovate’ nel caso in cui gli obiettivi non siano stati raggiunti o nel caso si ritenga opportuno approfondire alcune tematiche emerse nel corso dei colloqui.

La forza di impatto emotivo la può provare sia chi lavora in prima persona, sia chi osserva un componente del gruppo lavorare. I neuroni specchio, i processi di Empatia e Identificazione sono le basi naturali di un Gruppo di Terapia.

Il Setting del Gruppo è un luogo protetto dal giudizio e da atteggiamenti accusatori, ogni partecipante è esortato a dare contributi al gruppo o al singolo esprimendosi attraverso feedback di restituzione strutturati sul modello “feedback fenomenologico”, a protezione di sé e degli altri partecipanti. Il Gruppo si riunisce ogni 15 giorni, con date e orari prestabiliti, il numero di partecipanti è di un massimo di 15 persone. L’accesso al gruppo avviene attraverso colloqui individuali e si ha la possibilità di lasciare il gruppo con un preavviso concordato con gli organizzatori. Durante le sedute di gruppo “ognuno riceve nella misura in cui dà” (cit. E. Giusti), di conseguenza le assenze possono essere una rinuncia ad un’opportunità di lavoro per sé ed anche una sottrazione al confronto emotivo per gli altri partecipanti. Ogni singolo partecipante è richiamato all’assunzione di responsabilità ed il coinvolgimento attivo attraverso la “prenotazione” degli spazi di lavoro personale su una lavagna.

Le regole di un Gruppo di terapia ASPIC, stipulate per rispettare la propria liberà e quella degli altri, vengono riportate qui di seguito:

  • Riservatezza e confidenzialità: ogni componente del gruppo è protetto dal segreto professionale ed allo stesso tempo è tenuto al segreto nei confronti degli altri.
  • Tempo fisso a disposizione: ognuno può utilizzare il gruppo e lasciare lo stesso spazio agli altri.
  • Basta davvero!: è una formula convenzionale, chi la pronuncia desidera interrompere il lavoro che sta svolgendo. È stata creata per proteggere chi lavora quando il processo terapeutico sta diventando troppo oneroso emotivamente.
  • Esprimersi invece di dialogare: durante il gruppo non si può dialogare con la persona che sta lavorando, anche se interpellati direttamente, per rispettare e proteggere sé e l’altro.
  • Esclusione di osservatori occasionali: il gruppo così sarà libero da interferenze esterne e protetto nel suo clima di intimità, solidarietà e coesione.
  • Non fumare, non masticare gomme o caramelle: consente di utilizzare creativamente le motivazioni e le tensioni che emergono.
  • Astenersi da relazioni sessuali con i componenti del gruppo: tali relazioni speciali possono inibire entrambi i partecipanti.

Consiste in un processo interpersonale tra terapeuta e la coppia che richiede assistenza per un problema che può riguardare le sfere: relazionale, intima, sessuale e genitoriale.

E’ utile nel caso in cui la relazione tra i membri della coppia è la questione principale o quando i problemi di uno dei due hanno ripercussioni importanti sulla coppia stessa (Ruddell & Curwen, 1997). E’ utile e prevista anche nei casi in cui la richiesta avvenga da una coppia genitoriale che chiede assistenza per le difficoltà dei figli. Può essere combinata con la terapia individuale o familiare.

La coppia è un sistema. Ciò che accade nella coppia è un prodotto della coppia stessa, ogni membro influenza l’altro e il tutto è più della somma delle parti costituenti (Aveline, 1997).

RICERCA

L’ASPIC è un’associazione scientifica che, dalla sua fondazione nel 1984, ha promosso la ricerca scientifica applicata, la formazione e la pratica basata sull’evidenza, contribuendo alla diffusione della letteratura e della ricerca scientifica internazionale e promuovendo essa stessa numerose ricerche.

È promulgatrice di attività editoriali divulgative e scientifiche sulla valutazione della qualità della ricerca nell’ambito delle scienze umane e sull’indagine dei diversi ambiti di applicazione di Psicoterapia e Counseling. Tra queste, la Collana Psicoterapia e Counseling – Sovera Edizioni (Roma), le Edizioni Quaderni ASPIC (Roma), il semestrale INTEGRAZIONE: nelle Psicoterapie e nel Counseling, Edizioni scientifiche ASPIC (Roma).

È inoltre in possesso della più importante BiblioVideoteca europea nel settore delle terapie psicologiche, con i contributi più significativi sui trattamenti empirici convalidati dalla ricerca sulla psicoterapia.

 

ASPIC svolge attività di formazione, di ricerca, di consulenza e di supervisione della qualità totale formativa di tutti i corsi, delle proposte socio-culturali e dei servizi svolti con il marchio ASPIC sul territorio nazionale.

I Corsi dell’ASPIC sono basati esclusivamente sulle nostre attività, costruite su una pluriennale ricerca scientifica, come testimonia la pubblicazione di oltre 100 testi e di materiale per la videodidattica.

 

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A cura di Edoardo Giusti ed Enrichetta Spalletta

Il contributo riguarda i risultati della ricerca sulle differenze tra la formazione in Psicoterapia e Counseling, presentati da Edoardo Giusti ed Enrichetta Spalletta durante il loro intervento al Congresso “Psicoterapia e Counseling: comunanze e differenze” del 2 giugno 2012, promosso dall’Università del Counselling U.P.ASPIC in collaborazione con la Sezione Italiana della SEPI, Society for the Exploration of Psychotherapy Integration…

Comunanze e differenze delle identità professionali
Psicoterapia e Counseling condividono la radice insita nel processo di aiuto esplicitato attraverso la relazione tra un professionista qualificato e un utente. Ci interroghiamo sulla differenza tra queste due professionifondate sulla relazione di aiuto, considerando i vari significati attribuibili alla parola stessa.

aiuto

Mentre l’identità dello psicoterapeuta ha avuto un lungo ed elaborato processo di definizione conclusosi, in Italia, con la legge 56/89, quella del Counselor è ancora in itinere.

Nel tentativo di identificare alcune linee guida essenziali a sostegno della formazione degli allievi e della pratica dei professionisti proponiamo in questa sede una breve sintesi del lavoro esposto nel testo “Psicoterapia e Counseling – comunanze e differenze” (Giusti, Spalletta, 2012). L’obiettivo è di contribuire a distinguere i rispettivi confini e potenziare l’efficacia della pratica senza sovrapporre gli ambiti consulenziali.

Psicoterapia e Counseling condividono la radice insita nel processo di aiuto esplicitato attraverso la relazione tra un professionista qualificato e un utente.

Una relazione che ‘cura’ (psicoterapia) e nella quale il Counselor ‘si prende cura’ nel senso insito nella parola latina dalla quale il termine ha origine (il verbo “consulere” racchiude in sé l’aspetto ‘dell’aver cura di, darsi pensiero, venire in aiuto, provvedere a’).

Mentre lo psicoterapeuta valuta la psicopatologia, cura i disturbi, risana i deficit e ristruttura profondamente la personalità (Spalletta, 2010), il Counselor lavora con le parti sane della persona e con le sue risorse verso il benessere, costituendo una nuova risorsa nel sistema socio-sanitario attuale (ASPIC News, 2009).

Costruire identità professionali per sottrazione contrasta con la spinta naturale all’autorealizzazione umana profondamente positiva e proattiva. L’identità del Counselor si basa sul percorso formativo in cui conoscenze e competenze sono finalizzate a pianificare interventi circoscritti nel tempo e basati su un lavoro di problem-solving ed empowerment (Spalletta, Germano, 2006).

Le finalità e gli obiettivi, le modalità, le strategie e le tecniche attraverso cui il processo di aiuto si declina costituiscono le aree di differenziazione.

Tipologie di intervento
Pensando alle due tipologie di intervento come espressione dell’aiuto professionale abbiamo individuato quattro dimensioni:
• quella della relazione
• quella dell’intervento/focus del cambiamento
• quella del tempo
• quella della salute

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L’asse della relazione procede lungo un continuum che va da un massimo di vicinanza, empatia e legame di attaccamento (setting psicoterapeutico) nella costruzione dell’alleanza a una vicinanza più operativa, finalizzata alla condivisione di obiettivi e al conseguimento del risultato (contesto di counseling). Con questo non si toglie nulla alla relazione di counseling come fattore altamente significativo sul piano dell’esperienza soggettiva e sul piano del valore per l’evoluzione verso il risultato.

Nella zona centrale dell’asse si collocano gli aspetti propulsivi e motivanti della collaborazione proattiva comuni a entrambi i contesti.
L’asse del tempo investe l’approfondimento relazionale dei contenuti e delle esperienze vissute nella temporalità. Il passato è un territorio molto esplorato in psicoterapia, mentre il tempo presente, la progettualità e la proiezione nel futuro, pur appartenendo a entrambi i campi, caratterizza ampiamente il lavoro del Counselor.

L’asse dell’intervento descrive il focus del lavoro di cambiamento: una ristrutturazione intrapsichica specifica nell’ambito psicoterapeutico, attraversando il contesto interpersonale e nel contesto ambientale di riferimento nel counseling.

L’asse della salute individua da un lato la gravità dei sintomi, il grado di deficit psicopatologico oggetto del lavoro psicoterapeutico, passando attraverso il comune riconoscimento e utilizzo delle potenzialità e dall’altro le risorse, le parti più funzionali e sane dell’utente, con cui lavora il Counselor.

Le dimensioni individuate consentono di cominciare a delineare i confini formativi delle due professioni considerate. A titolo esemplificativo proponiamo una selezione delle schede esplicative contenute nel nostro testo (Giusti, Spalletta, 2012) che evidenziano alcune differenze di obiettivi, metodologie, prassi e finalità delle due professioni.

A conclusione proponiamo una scheda in cui emergono anche le aree di comunanza.